Sono Gabriele Colombini, proprietario della Fattoria al Dos in Valtellina e voglio condividere in prima persona una mia recente visita all’Università della Montagna per raccontare la nostra fattoria biologica a un gruppo di giovani studenti.
Qualche giorno fa, ho lasciato per qualche ora i miei pascoli e il caseificio per scendere a Edolo, nella sede di UniMont, l’Università della Montagna, centro di formazione e di ricerca, per lo studio e l’analisi del territorio montano, nato dalla collaborazione tra enti territoriali e l’Università degli Studi di Milano.
Non ero lì per seguire una lezione, ma per condividere la mia esperienza con gli studenti come allevatore di capre e produttore di formaggi caprini biologici con la mia Fattoria al Dos.
Una Sfida di Onestà
Invitato da Franco Folini, professore a contratto presso UniMont, mi sono trovato di fronte a una classe di giovani a parlare di comunicazione digitale. Per me, che sono abituato a parlare di allevamento e produzione casearia e a misurare il tempo con le stagioni, spiegare come portiamo la nostra realtà sul web è stata una sfida emozionante.

Ho parlato agli studenti della nostra “onestà comunicativa e strutturale”. Ho spiegato che per noi la trasparenza non è una strategia di marketing, ma la nostra base di partenza. Abbiamo discusso di quanto sia difficile farsi sentire nel rumore del “greenwashing”, dove ogni etichetta espone una montagna, anche quando di montano c’è ben poco.
120 Minuti per il Futuro della Fattoria
La parte più sorprendente è arrivata dopo il mio racconto. Il docente ha lanciato ai ragazzi una sfida: “Avete due ore. Progettate un piano per far conoscere la Fattoria al Dos senza farle perdere l’anima”.
Vederli lavorare con tanta passione è stato d’ispirazione. Questi ragazzi non hanno cercato di “industrializzare” la nostra immagine o di semplificare i nostri processi per renderli più vendibili. Al contrario, hanno capito che il nostro rifiuto di scendere a compromessi è il nostro valore più grande.
Spesso noi produttori di montagna ci sentiamo isolati, custodi di una tradizione che fatica a parlare il linguaggio moderno. Ma guardando quegli studenti, ho capito che esiste una nuova generazione pronta ad ascoltare, a patto che sappiamo incontrarli “a metà strada nella foresta digitale”.

Grazie a UniMont, a Franco Folini e ai suoi studenti per aver ridato energia alla nostra missione.
La strada è in salita, proprio come i nostri sentieri, ma la vista da quassù è bellissima.

